Viaggiare da vegano
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Indice (8)
Viaggiare da vegano significa organizzare i viaggi, trovare cibo all’estero e far capire le proprie esigenze alimentari: dal cercare ristoranti e imparare frasi utili al portarsi degli snack e scegliere cucine adatte ai vegani.
In breve
- Strumenti chiave
- Mappe, schede di traduzione, app di recensioni
- Codice pasto aereo
- VGML (pasto vegano)
- Competenze utili
- Frasi chiave nella lingua locale
- Cucine adatte ai vegani
- Indiana, etiope, mediorientale, thailandese, buddhista cinese
- Consiglio
- Informati prima di partire
Viaggiare da vegano indica le abitudini e le risorse che chi segue uno stile di vita vegano usa quando viaggia, per vacanza, per lavoro o per soggiorni più lunghi all’estero. La disponibilità di cibo vegano varia molto da una destinazione all’altra: in molte grandi città i ristoranti vegani e i prodotti vegani al supermercato sono comuni, mentre in altre zone chi viaggia potrebbe dover contare su piatti locali che sono vegetali per natura o cucinare da sé.
Organizzarsi in anticipo
Informarsi prima della partenza è generalmente considerato il modo più efficace per viaggiare comodamente da vegani. Ecco i passaggi più comuni:
- Mappare i ristoranti – puoi usare la mappa di itsvegan.org e altre guide ai ristoranti e app di recensioni per trovare locali vegani e adatti ai vegani vicino a dove alloggerai.
- Studiare la cucina locale – individuare i piatti vegetali per natura e gli ingredienti nascosti più comuni (vedi ingredienti animali nascosti).
- Scegliere l’alloggio – appartamenti con angolo cottura o ostelli con cucina ti permettono di cucinare, cosa particolarmente utile nelle zone con poche opzioni.
- Individuare supermercati e mercati – frutta fresca, pane, frutta secca e altri alimenti di base si trovano quasi ovunque.
- Controllare le norme doganali – alcuni paesi limitano l’ingresso di frutta e verdura fresche, semi o determinati alimenti.
Trasporti
Viaggiare in aereo
Molte compagnie aeree permettono di prenotare un pasto speciale al momento dell’acquisto del biglietto o nei giorni prima della partenza. Il codice di settore VGML viene usato comunemente per un pasto vegano o vegetariano stretto, anche se le denominazioni variano da compagnia a compagnia, e alcune low cost non offrono proprio pasti. I pasti speciali non sempre arrivano come richiesto, quindi molte persone portano con sé del cibo di riserva. Le norme di sicurezza possono limitare liquidi e creme spalmabili nel bagaglio a mano.
In auto e in treno
In alcuni paesi le aree di servizio autostradali e le stazioni ferroviarie offrono sempre più spesso panini e snack vegani, ma la disponibilità è imprevedibile. Per i viaggi lunghi è consigliabile portarsi da mangiare.
Comunicare le proprie esigenze alimentari
Le barriere linguistiche possono rendere difficile spiegare il veganismo, soprattutto dove il concetto è poco conosciuto. Alcune strategie:
- Imparare qualche frase chiave, come “sono vegano”, “niente carne, niente pesce, niente uova, niente latticini” e “niente salsa di pesce”.
- Portare con sé una scheda di traduzione stampata o digitale che spieghi cosa si mangia e cosa no. Pubblicazioni come The Vegan Passport, realizzata dalla Vegan Society, offrono spiegazioni in molte lingue.
- Usare app di traduzione, tenendo presente che le traduzioni automatiche possono essere imprecise.
- Fare riferimento, quando è il caso, a tradizioni religiose o culturali locali, come la cucina vegetariana buddhista, che possono essere comprese meglio della parola “vegano”.
| Lingua | “Sono vegano” (approssimativo) |
|---|---|
| Spagnolo | Soy vegano / vegana |
| Francese | Je suis végane / végétalien(ne) |
| Tedesco | Ich bin Veganer / Veganerin |
| Italiano | Sono vegano / vegana |
| Portoghese | Sou vegano / vegana |
In alcune lingue la parola per “vegetariano” può essere intesa come comprensiva di pesce, uova o latticini, quindi elencare gli ingredienti specifici è spesso più chiaro che usare un’unica etichetta.
Cucine adatte ai vegani
Alcune tradizioni culinarie sono note per un’ampia scelta di piatti vegetali:
- Indiana – molti piatti a base di lenticchie, ceci e verdure, anche se ghee, panna e paneer sono comuni, soprattutto nella cucina del nord.
- Etiope – i giorni di digiuno della Chiesa ortodossa etiope hanno dato origine a un ricco repertorio di stufati vegetali serviti con l’injera.
- Mediorientale e levantina – hummus, falafel, tabbouleh, ful medames e molti piatti di mezze.
- Thailandese e vietnamita – molti piatti di verdure e tofu, anche se la salsa di pesce e la pasta di gamberi sono comuni e bisogna chiedere di ometterle.
- Cucina buddhista cinese e taiwanese – i ristoranti vegetariani spesso evitano tutti i prodotti animali, anche se a volte possono usare uova o latticini.
- Cucina dei templi giapponese (shōjin ryōri) – tradizionalmente vegetale, anche se la cucina giapponese di tutti i giorni usa spesso il dashi a base di pesce.
- Messicana – piatti a base di fagioli, mais e verdure, facendo attenzione allo strutto e al brodo di pollo.
Altri aspetti da considerare
- Alimentazione – nei viaggi lunghi può essere utile portare integratori di vitamina B12.
- Budget – i mercati locali e il cucinare da sé possono ridurre le spese (vedi vegano con un budget ridotto).
- Tour e attività – alcune persone vegane evitano le attrazioni che coinvolgono animali, come le cavalcate o gli spettacoli con animali, e scelgono invece i santuari per animali o l’osservazione della fauna selvatica nel suo ambiente naturale.
- Flessibilità – molte persone in viaggio accettano che all’estero le informazioni possano essere imperfette e si concentrano sull’evitare i prodotti animali evidenti.
Vedi anche
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Pagine che rimandano qui: Mangiare fuori da vegani · Come diventare vegani