Plant-based e vegano
Da Veganpedia, l’enciclopedia vegana libera
Indice (6)
“Plant-based” descrive di solito un’alimentazione o un prodotto a base vegetale, mentre “vegano” indica una filosofia etica più ampia, che esclude lo sfruttamento degli animali anche al di fuori del cibo.
In breve
- Termine «vegan» coniato
- 1944
- «Plant-based» diffuso
- Dagli anni ’80 in poi
- Ambito di «vegano»
- Alimentazione e stile di vita
- Ambito di «plant-based»
- Soprattutto alimentazione
- Sovrapposizione
- Molti prodotti rientrano in entrambe le categorie
I termini plant-based (“a base vegetale”) e vegano vengono spesso usati come sinonimi, ma hanno origini e connotazioni diverse. In generale, “vegano” indica una filosofia e un modo di vivere che escludono, per quanto possibile, i prodotti animali e lo sfruttamento degli animali, mentre “plant-based” si riferisce soprattutto a un’alimentazione o a un prodotto alimentare composto principalmente o interamente da vegetali.
Origine dei termini
La parola vegan fu coniata nel 1944 da Donald Watson e dai fondatori della Vegan Society nel Regno Unito (vedi storia del veganismo). Fin dall’inizio indicava sia un’alimentazione sia una posizione etica contraria all’uso degli animali.
L’espressione plant-based in senso alimentare si diffuse negli anni ’80, e al biochimico nutrizionista statunitense T. Colin Campbell viene spesso attribuito il merito di averla promossa per descrivere un’alimentazione basata su alimenti vegetali integrali, con un’attenzione rivolta alla salute più che all’etica. L’espressione affine “whole-food, plant-based” (WFPB, “a base vegetale e di alimenti integrali”) indica un’alimentazione che privilegia alimenti vegetali poco lavorati e spesso limita oli, zuccheri e sale aggiunti.
Differenze principali
| Aspetto | Vegano | Plant-based |
|---|---|---|
| Obiettivo principale | Etica verso gli animali, spesso insieme a motivazioni ambientali e di salute | Alimentazione e salute, a volte ambiente |
| Ambito | Cibo, abbigliamento, cosmetici, intrattenimento e altri usi | Di solito solo il cibo |
| Rigore | Esclude per quanto possibile tutti i prodotti animali | Variabile; può significare solo o prevalentemente vegetali |
| Alimenti trasformati | Nessuna restrizione di principio | Le varianti WFPB scoraggiano gli alimenti trasformati |
Le differenze principali si possono riassumere così:
- Ambito oltre il cibo. Chi è vegano di solito evita pelle, lana, seta, cosmetici testati sugli animali e prodotti simili (vedi moda vegana e cosmetici cruelty-free). Chi segue un’alimentazione plant-based potrebbe non applicare questi principi.
- Grado di rigore. “Plant-based” viene talvolta usato in senso ampio per indicare un’alimentazione prevalentemente, ma non esclusivamente, vegetale. Un’alimentazione vegana per definizione esclude tutti gli ingredienti di origine animale, compresi quelli meno evidenti (vedi ingredienti animali nascosti).
- Motivazione. Il veganismo nasce da una posizione etica nei confronti degli animali (vedi veganismo etico), mentre l’alimentazione plant-based è spesso motivata da ragioni di salute o ambientali.
- Qualità del cibo. Il veganismo non pone di per sé limiti ad alimenti trasformati, zucchero o olio. Un’alimentazione WFPB rigorosa sì, anche se alcune persone che definiscono la propria alimentazione plant-based mangiano comunque piccole quantità di prodotti animali.
Uso nell’etichettatura e nel marketing
Dagli anni 2010 molte aziende alimentari preferiscono scrivere “plant-based” anziché “vegano” sulle confezioni. Tra i motivi citati più spesso c’è il desiderio di attirare flexitariani e onnivori che potrebbero percepire la parola “vegano” come restrittiva o legata a una particolare identità.
Questo ha conseguenze pratiche per chi fa la spesa. Un prodotto etichettato come “plant-based” non è sempre vegano: può contenere, per esempio, piccole quantità di derivati del latte, uova o miele, oppure essere prodotto in un modo che non tutte le persone vegane ritengono accettabile. In molti ordinamenti nessuno dei due termini ha una definizione giuridica univoca e le normative variano. Sistemi indipendenti come il Vegan Society Trademark, il V-Label e Certified Vegan offrono criteri più coerenti (vedi certificazioni ed etichette vegane).
Sovrapposizioni e punti in comune
Nella pratica le due categorie si sovrappongono in larga misura. Un piatto di curry di lenticchie con riso è sia vegano sia plant-based. Alimenti come tofu, tempeh, bevande vegetali e formaggi vegani vengono comunemente commercializzati con entrambe le etichette.
Dal punto di vista nutrizionale, gli aspetti da considerare per un’alimentazione interamente vegetale sono gli stessi di un’alimentazione vegana. Entrambe richiedono una fonte affidabile di vitamina B12 e attenzione a nutrienti come vitamina D, iodio e acidi grassi omega-3.
Termini correlati
Altri termini che a volte vengono confusi con questi sono:
- Vegetariano – esclude carne e pesce, ma di solito include latticini e uova.
- Flexitariano – un’alimentazione prevalentemente vegetale che include occasionalmente carne o pesce.
- Plant-forward – un’alimentazione che dà priorità agli alimenti vegetali senza necessariamente escludere i prodotti animali.
- Vegano solo a tavola (in inglese dietary vegan) – chi segue un’alimentazione vegana senza adottare il veganismo negli altri ambiti della vita.
Per altre definizioni consulta il glossario vegano.
Vedi anche
Questo articolo non elenca ancora fonti esterne. Aggiungi una fonte affidabile per aiutare i lettori a verificarlo.
Pagine che rimandano qui: Ingredienti animali nascosti · Storia del veganismo · Come diventare vegani · Atleti vegani · Certificazioni ed etichette vegane · Alimentazione vegana e salute · Glossario vegano · Veganismo